Farmacap a Quartaccio: lascia o raddoppia?

Era il gennaio 2006 quando l’ex Sindaco Veltroni inaugurava il primo dei sei asili nido che avrebbe gestito la Farmacap. Ma che c’entrava l’azienda speciale capitolina che gestisce le farmacie, con le strutture per l’infanzia?

Furono in molti a domandarselo ma a bassa voce: l’obiettivo dell’Assessore alle Politiche educative e scolastiche Maria Coscia e del sindaco di Roma di aumentare l’offerta di strutture per i bambini più piccoli a Roma era la speranza di tante famiglie. Alzò la voce l’opposizione, che lo vide come un regalo all’area sinistra della maggioranza in Campidoglio ma soprattutto la Cgil per la quale, affidare la gestione dei nidi che sorgono in strutture pubbliche a soggetti privati era un sistema per aumentare il numero di lavoratori precari. Ma il progetto andò avanti…

Uno dei nidi che avrebbe dovuto aprire nell’ottobre 2006 era proprio a Quartaccio. La Farmacap aveva comprato e si accingeva a ristrutturare il primo piano di uno stabile, in via Sand, per una cifra vicina al milione di euro. Di mesi ne passarono un po’ di più, ma già a metà del 2007 la struttura era praticamente pronta a partire (da quanto si poteva vedere dalla strada, attraverso le vetrate)… Nel frattempo però, qualcosa stava cambiando e all’improvviso, tutto si fermò…

Forse a causa dei lavori eseguiti con molta prepotenza e probabilmente un po’ di superficialità, come si lamentano ancora adesso i proprietari dei locali sottostanti, che hanno subito dei danni di cui, ad oggi, devono ancora essere risarciti;

forse il clima politico che cambiava (stava nascendo il Partito Democratico il cui travaglio avrebbe creato grossi problemi ai suoi alleati di sinistra, sia a livello nazionale che locale);

più probabilmente lo stop all’apertura fu dovuto dalla scelta di Farmacap di fare un passo indietro nel terzo settore (i servizi sociali, che rappresentano una grossa fetta del bilancio capitolino); non è difficile immaginare che saranno stati in molti, nel mondo del no-profit, a lamentarsi dell’arrivo di questo nuovo “concorrente”aziendale.

Fu così che la struttura di via Sand venne abbandonata al suo destino… Sparirono gli operai ed arrivarono gli atti vandalici… E fu devastato tutto…

Il nido di Quartaccio apparì e sparì come una stella cadente, portandosi dietro i sogni e le speranze di una zona affamata di servizi ed uno spreco di denaro pubblico non indifferente; se infatti lo stabile rimane di proprietà della Farmacap, gli inutili lavori di sistemazione (circa 250mila euro) diventano di proprietà collettiva, come tutti i debiti che si rispettino (è una regola speciale dell’imprenditoria italiana)…

Il danno più grande è stato fatto agli abitanti di Quartaccio, dove il Contratto di Quartiere (intervento di riqualificazione) stenta a decollare ed invece di portare servizi ai cittadini si è portato degrado. Sarebbe bello se la Farmacap tornasse ad occuparsi della sua struttura; potrebbe magari cederla al comune di Roma, per farla diventare una Biblioteca (come richiesto anche dal Comitato di quartiere locale) od un qualunque altro servizio da rendere alla collettività; ma per il momento tutto tace e il tempo passa…

E l’azienda speciale capitolina che gestisce le farmacie, quando interpellata, non si è mai sentita in dovere di dare una spiegazione ai suoi veri azionisti di maggioranza, i cittadini romani.

Gian Tonino Ianitusi (pubblicato su Il Picchio di marzo e Abitarearoma.net)