Scuola Lambruschini: Scolari in festa per… Protesta

Riceviamo e pubblichiamo da alcune mamme di Torresina, l’iniziativa che si terrà alla scuola elementare Raffaele Lambruschini contro i tagli alla scuola pubblica.

MARTEDI’ 7 GIUGNO alle ore 16.30  GENITORI e BAMBINI della Scuola LAMBRUSCHINI DARANNO IL VIA ALLA

“FESTA per PROTESTA”

 PER FAR SENTIRE LA VOCE DEI BAMBINI AI GRANDI CHE RESTANO SORDI.

Ai Genitori dei Plessi Donati, Taggia, Bellingeri

La “SCOLARINFESTA PERPROTESTA” del 7 giugno ore 16.30 avrà il seguente programma:

– accoglienza dei bambini con un trampoliere;

– giochi vari musicali e non;

– spettacolo teatrale di burattini proposto dall’Ass.Nomen Omen;

– uno spettacolo variegato proposto dagli animatori;

– un breve aggiornamento sugli effetti dei “tagli” sulla ns. scuola;

– per finire ancora giochi e palloncini per tutti dalle ore 16,30 alle 19,00….

Ogni classe parteciperà con un contributo di € 20,oo (per classe 1€ circa a bimbo) per l’organizzazione e lo svolgimento degli eventi in programma. I Rappresentanti di Classe si incaricheranno di consegnare la quota agli organizzatori.

Le classi ,inoltre, si organizzeranno singolarmente per allestire una MERENDA DI CLASSE (con tovaglia, bicchieri, dolci-salati e bevande…..). Verrà indicata dagli organizzatori della festa il luogo dove collocarsi per classe (indicato da cartelli nel cortile del Plesso Donati). Vi aspettiamo numerosi, gioiosi e ………………….. Saluti.

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TAGLI ALLA SCUOLA ELEMENTARE LAMBRUSCHINI DI ROMA, UNA CLASSE TERZA SMEMBRATA E SUDDIVISA TRA LE ALTRE. TRENTA ALUNNI IN 30 MQ CON UN SOLO INSEGNANTE! GENITORI IN STATO DI AGITAZIONE

Quando delle scelte politiche scellerate colpiscono il tuo quotidiano in maniera più o meno indiretta, per una questione legata alla nostra cultura l’italiano pur lamentandosi è tendenzialmente orientato a metter in pratica l’arte in cui per evoluzione naturale ha la fortuna di eccellere a livello mondiale, ossia quella di arrangiarsi, trovando degli escamotages più o meno legali al disagio creato dalla nuova norma giusta od ingiusta che sia… Non siamo tendenzialmente pronti a disubbidire, ma a trovare una forma talvolta subdola per (diciamolo pure) aggirare il problema magari “risolvendolo” così alla buona e solo in maniera artisticamente personale. E’ purtroppo  questa consapevolezza a livello culturale che permette a chi muove i macchinosi fili del potere di riuscire ad agire in maniera più o meno indisturbata nei confronti del popolo, lasciandolo di fatto nelle condizioni di comoda arretratezza.

Vi era quando studiavo storia alle scuole medie un fenomeno sociale che tanto aveva colpito la mia allora fervida immaginazione,  e che sostanzialmente veniva sancito con il termine generico di “abbrutimento delle masse”. Non ho mai più sentito usare quella terminologia neanche nelle università perché forse diventata obsoleta, eppure credo che nulla possa far meglio capire la violenza sottile che nostro malgrado stiamo subendo. Diciamocelo chiaramente non siamo, e mai saremo il popolo delle rivoluzioni, non rientra nel nostro codice storico-comportamentale, eppure se è vero che i numerosi “tagli” economici che sopportiamo in ambito sociale ci stanno togliendo il presente, è altrettanto vero che i tagli alla scuola pubblica, sono la conferma di una intenzionalità criminale che vuole a tutti i costi toglierci il futuro, costringendo di fatto la massa, il popolo, ad una condizione di arretratezza culturale, ad un abbrutimento intellettuale senza eguali a livello europeo, e trasformandoci da popolo di artisti santi e poeti, ad una mera accozzaglia di accondiscendenti consumatori. La scuola ce l’hanno di fatto tolta un po’ alla volta senza che ce ne accorgessimo: classi piccole e fatiscenti con trenta alunni ed un solo insegnante rappresentano il buon auspicio per un paese in via di sviluppo, laddove gli alunni arrivano a novanta e più, non certo il punto di arrivo di un paese che si “proclama” civile.

Nella scuola bisognava investire,…. La tanto sbandierata politica delle “tre I” si è trasformata in inefficienza, ignoranza ed infamia.

Tagli degli insegnanti, tagli delle figure di sostegno, tagli alle strutture, tagli alle pulizie e persino al già magro menù della mensa, si traducono addirittura nel folle smembramento di classi preesistenti in barba non solo ai più elementari principi di pedagogia e psicologia, ma soprattutto alle norme di sicurezza e salubrità degli ambienti dove crescono i nostri pargoli, costretti per otto ore (i più fortunati) in prigioni con meno di un metro quadro a testa, l’esecuzione del demiurgico progetto è  affidato alle sapienti mani di direzioni compiacenti.

A questo punto il passo è  breve: proponiamo di sostituire gli insegnanti con dei caporali sottopagati, autotassiamoci ed acquistiamo macchine per cucire, trasformiamo la scuola elementare in  un efficientissimo istituto cinese! Questo ovviamente è quello che qualcuno realmente vorrebbe per il futuro dei nostri figli, una generazione di ignoranti che baratti il Dante  con il PIL. 

Alle tante mamme, bambini, nonni e papà che il 31 Maggio 2011 sono andati a far sentire la propria voce sotto il Ministero della Pubblica (D)Istruzione, va tutta la nostra ammirazione e solidarietà.