Via della Valle dei Fontanili

Via della Valle dei Fontanili

Stanotte via della Valle dei Fontanili sarà riasfaltata. La notizia di per se è buona, anzi ottima,  soprattutto per gli scooteristi costretti a fare delle autentiche gincane pur di evitare buche o avvallamenti.

La notizia nella notizia però è un altra: via della Valle dei Fontanili è stata già riasfaltata, almeno due volte negli ultimi 5 anni. Se non ricordiamo male, il primo intervento fu realizzato nel 2008-2009 (all’epoca furono realizzati anche i marciapiedi); la strada si riruppe quasi subito e l’allora presidente Milioni intimò alla ditta che aveva fatto i lavori una riasfaltatura.

Alla fine del 2010 arrivarono i lampioni sulla strada, frutto di una battaglia corale dei comitati di zona, che andava avanti dal 2008 in seguito all’investimento di un pedone mentre attraversava la strada al buio; battaglia non ancora terminata, visto che manca ancora l’illuminazione del tratto finale di via dei Monti della Capanna. A dire la verità ad illuminare quest’ultima ci eravamo andati molto vicini, ma in virtù del fatto che la strada si trova vicino ad un fosso, la legge prevede l’istituzione di una Conferenza dei servizi per poter intervenire in tale situazione: conferenza dei servizi! La stessa che si fa quando si pianificano i lavori per le metropolitane, per intenderci… Stiamo parlando di una manciata di lampioni.

Con l’arrivo dei lampioni su via della Valle dei Fontanili, arrivò un’altra riasfaltatina, visto che il manto stradale si stava staccando a pezzi. Il secondo intervento in meno di due anni (anzi il terzo, se si considera l’intervento straordinario della prima ditta).

Ma perché la strada urge di interventi di manutenzione straordinaria ogni paio d’anni? Aldilà della qualità dei lavori realizzati e dello strato di asfalto che viene posizionato (sui quali non abbiamo competenza per pronunciarci), via della Valle dei Fontanili è una strada attraversata nel sottosuolo da sorgenti d’acqua; non è difficile ipotizzare che la natura argillosa del terreno, convogli anche l’acqua che filtra da via di Torrevecchia, trasformando quindi il tratto che va dall’incrocio con semaforo alla zona dei campi sportivi, in una cascata sotterranea con ristagno finale.
La nostra è solo una ipotesi, suffragata però da osservazioni di tecnici e addetti ai lavori, che ritenevano necessarie opere di canalizzazioni delle sorgenti sottostanti il manto stradale, per poter avere una strada che duri nel tempo.

Nel 2008 il costo della strada asfaltata fu di circa 200mila euro(più altri 200mila euro per realizzare i marciapiedi), non ci è difficile ipotizzare che gli interventi successivi siano stati anche più costosi (nel 2010 c’è stato un “aggiornamento” del tariffario ufficiale dei costi delle opere urbane, così come nel 2012). Da qui la domanda sorge spontanea: non sarebbe meglio intervenire con intelligenza e lungimiranza sulla strada in questione, che ha delle peculiarità, magari spendendo un po’ di più ma risparmiando negli anni successivi?

In tempi di revisione della spesa pubblica (in inglese spending review), spendere centinaia di migliaia di euro per interventi non risolutivi, assomiglia d un delitto perfetto. Con quei soldi si sarebbero potute asfaltare le vicine via Andersen e via dei Monti della Capanna, che urgono di un intervento da molti anni e mettono seriamente a rischio l’incolumità di scooteristi e centauri che l’attraversano ogni giorno.