Via Alberto Manzi. Non è mai troppo tardi

Via Alberto Manzi. Non è mai troppo tardi

E’ appena finita la prima parte del film per la tv dedicato ad Alberto Manzi e ancora con le lacrime dagli occhi, decido di scrivere qualcosa per lui, per questo personaggio controcorrente, un “disobbediente”. La seconda parte andrà in onda domani sera, martedì 25 febbraio 2014 (ore 21,10, RaiUno). Proprio per questo grande uomo, mi sento di ricordare al mondo intero (ma basterebbe l’Ufficio Toponomastica del Comune di Roma), che a Roma è stata dedicata una strada al Maestro (rigorosamente con la “M” maiuscola), proprio dalle nostre parti. Via Alberto Manzi è una strada speciale, abitata da almeno un paio d’anni, che ospita un Centro Sportivo (Daily Training), una struttura Commerciale (Centro Moda) e un’Antica Strada Romana; ma è una strada che non c’è; o meglio, c’è, ma non è segnalata da nessuna targa stradale, almeno per ora… Ma non è mai troppo tardi…

“Alberto Manzi (Roma, 3 novembre 1924 – Pitigliano, 4 dicembre 1997) è stato un insegnante, personaggio televisivo e scrittore italiano, noto principalmente per essere stato il conduttore della trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi, messa in onda fra il 1959 ed il 1968. Di studi in qualche modo eclettici, era stato educatore presso il carcere minorile di San Michele in Roma, dove quattro insegnanti prima di lui avevano rinunciato all’incarico, prima di dedicarsi all’insegnamento come maestro elementare.

Fu scelto per presentare il programma Non è mai troppo tardi, concepito come strumento di ausilio nella lotta all’analfabetismo. Il programma, che lo rese famoso, riproduceva in televisione delle vere e proprie lezioni di scuola primaria, con metodologie didattiche innovative (Manzi al suo “provino” strappò il copione che gli era stato dato e improvvisò una lezione alla sua maniera), dinanzi a classi composte di adulti analfabeti o quasi. La trasmissione andò in onda per ben nove anni, e fu di grande interesse e di grande rilevanza sociale: si stima che quasi un milione e mezzo di persone abbiano conseguito la licenza elementare grazie a queste lezioni a distanza, svolte di fatto secondo un vero e proprio corso di scuola serale. Le trasmissioni avvenivano nel tardo pomeriggio, prima di cena; Manzi utilizzava un grosso blocco di carta montato su cavalletto sul quale scriveva, con l’ausilio di un carboncino, semplici parole o lettere, accompagnate da un accattivante disegnino di riferimento. Usava anche una lavagna luminosa, per quei tempi assai suggestiva. La ERI, casa editrice della RAI, pubblicava materiale ausiliario per le lezioni, quali quaderni e piccoli testi.

Concluso il programma, dopo alcune brevi e sporadiche programmazioni radiotelevisive su temi legati all’istruzione, Manzi tornò quasi a tempo pieno all’insegnamento scolastico classico, interrotto di tanto in tanto per delle campagne di alfabetizzazione degli italiani all’estero. Fece diversi viaggi in America latina per collaborare alla promozione sociale dei contadini più poveri. Tornò alla ribalta nel 1981, allorché si rifiutò di redigere le appena introdotte “schede di valutazione”, che la riforma della scuola aveva messo al posto della pagella; Manzi si rifiutò di scriverle perché «non posso bollare un ragazzo con un giudizio, perché il ragazzo cambia, è in movimento; se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest’anno, l’abbiamo bollato per i prossimi anni».

La “disobbedienza” gli costò la sospensione dall’insegnamento e dalla paga. L’anno dopo il Ministero della Pubblica Istruzione fece pressione su di lui per convincerlo a scrivere le attese valutazioni. Manzi fece intendere di non avere cambiato opinione, ma si mostrò disponibile a redigere una valutazione riepilogativa uguale per tutti tramite un timbro; il giudizio era: “fa quel che può, quel che non può non fa“. Il Ministero si mostrò contrario alla valutazione timbrata, al che Manzi ribattè: «Non c’è problema, posso scriverlo anche a penna».

Scrisse diversi libri, il più famoso è Orzowei (1955), da cui fu tratta la serie televisiva omonima, che ebbe grande successo, per la Tv dei ragazzi. Ad Alberto Manzi sono intitolate diverse scuole in Italia. Dal 1995 al 1997 fu sindaco di Pitigliano, eletto tra i Democratici di Sinistra. Il 24 febbraio 2014 é stata trasmessa una fiction in 2 puntate dedicata alla sua vita con il titolo “Non è mai troppo tardi“, interpretata da Claudio Santamaria. La fiction é stata trasmessa da Rai Uno. [Fonte Wikipedia]