25 anni insieme (Buon Compleanno, Scuola Andersen)

25 anni insieme (Buon Compleanno, Scuola Andersen)

ScuolAndersen

Sono passati 25 anni dal quel fatidico giorno, il 6 ottobre del 1989, quando le maestre della scuola elementare Maffi entrarono per la prima volta nell’edificio di via del Podere Trieste a Quartaccio. Sedie, banchi, lavagne  erano stati trasportati dai genitori pochi giorni prima, prendendoli un pò qua e un pò là nelle scuole vicine e non solo. Nella scuola c’era la presenza costante delle mamme, che avevano voluto così fortemente la scuola nel quartiere da occupare l’edificio destinato a liceo pedagogico e a costringere la direttrice della vicina scuola Maffi a fornire le insegnanti per cominciare. D’altra parte, come dargli torto?

Il quartiere, di nuova costruzione, non aveva collegamento autobus con la Torrevecchia e le mamme erano costrette a portare i bambini alla Pavese o alla Maffi a piedi o in macchina. Avevano provato anche a organizzare un servizio navetta privato per accompagnarli, ma era una spesa in più non sostenibile da tutti.  Avere un edificio vuoto accanto era proprio un affronto e se gran parte delle case erano state occupate, perchè non anche la scuola? In fondo, non è un diritto sancito dalla costituzione? Per diversi anni l’associazione Vivere a Quartaccio, espressione dell’attivismo del quartiere, conserverà una sede all’interno della scuola, considerandola un a sua creatura.

I primi 15 anni sono stati molto difficili: i bambini vivevano con sofferenza i problemi delle famiglie di appartenenza, legati ai conflitti tra famiglie di occupanti e assegnatari e allo spaccio della droga. Capimmo subito che la didattica non poteva essere tradizionale e inventammo decine di laboratori, dal giornalino alla riparazione di biciclette, per dare a ogni bambino la possibilità di esprimere al meglio le proprie possibilità. Sembrerà strano, ma in una ricerca personale fatta su una quinta inizio anni 2000 la percentuale di iscritti all’università superava il 20%, oltre il dato nazionale.
Poi vennero gli anni 2000 e il ridimensionamento degli istituti scolastici: la scuola Andersen passò a formare l’Istituto Comprensivo Pio la Torre e ci trovammo a confrontarci con realtà meno omogenee della Maffi. Iniziarono alcuni interventi del comune nel Quartiere e cominciammo a collaborare con questi laboratori che continuavano anche in strada. D’altra parte ora l’istituto copriva la fascia di età dalla materna alle medie, e quindi si cercò, senza risultato,  di costruire una rete territoriale delle risorse; con la preside Farina cominciò l’esperienza del Polo Intermundia, il primo passo verso una serie di interventi strutturati della scuola che andassero oltre l’orario scolastico. Poi arrivò il 2008 e la Gelmini, e cominciarono gli anni bui di un progressivo impoverimento della scuola pubblica: non che ci fossero molte risorse prima, ma in quegli anni vennero tagliati quasi 8 milardi di investimenti e le conseguenze pesano tutt’ora.

Eppure proprio in quegli anni cominciò la ripresa della scuola Andersen: capimmo che per aiutare i ragazzi più in difficoltà bisognava uscire dall’idea della scuola ghetto, che per molti aveva rappresentato un’idea identitaria. Capimmo che bisognava prima di tutto costruire una scuola di qualità, perché non potevano essere una giustificazione i problemi di apprendimento per ridurre il programma. Per migliorare l’offerta formativa, era necessario intercettare i  nuovi flussi abitativi e quindi collaborare con loro per migliorare il quartiere. La scuola è una risorsa centrale della qualità della vita di un territorio. Non mi stancherò mai di ringraziare il comitato di Torresina per la collaborazione di questi ultimi anni. L’istituzione di una nuova sezione della scuola dell’infanzia comunale ci ha sicuramente dato una mano: da un paio d’anni le classi sono in crescita. Ma questo non sarebbe stato possibile se non si fosse formato quel legame di fiducia e di collaborazione tra insegnanti e genitori, che ha trovato compimento nella formazione del Comitato Genitori dell’Istituto Pio la Torre. La sua caparbietà, il suo attivismo è diventato un punto di riferimento anche per le figure istituzionali del  nostro municipio, che intendono collaborare con il comitato per aprire le scuole nel territorio oltre l’orario scolastico.

La storia non è finita: il presidente del municipio, inaugurando l’anno scolastico, ha promesso l’apertura della scuola media nel plesso Andersen: è una notizia che non può che far piacere ad un territorio che ha grandissimi problemi di viabilità. I problemi organizzativi sono complessi, ma siamo fiduciosi che si possa trovare una soluzione che venga incontro alle esigenze del quartiere.
Quel giorno, il 6 ottobre del 1989, i genitori di Quartaccio hanno costruito un pezzo di storia del quartiere; sta ad altri genitori, insieme agli insegnanti, continuare quel coraggioso percorso di miglioramento, per rendere questa scuola sempre più accogliente e sempre più qualificata, combattendo il degrado e l’incuria di chi non vuol cambiare per cose, per ignavia o indifferenza. Ma dobbiamo farlo insieme, perché tutti si possano riconoscere e partecipare a questo percorso. 

Maestro Andrea Pizzuti