Casa Betania bussa alle nostre porte

Casa Betania bussa alle nostre porte

“Fidarsi è sinonimo di vivere. Vivere vuol dire fidarsi, chi non si fida non vive. Ma fidarsi – lo sappiamo – non è solo una struttura del pensiero; è anche pratica affettiva, è logica del cuore. Fidarsi significa tenere insieme sentimento e ragione. Fidarsi, in una parola, coincide con l’affidarsi. Ed è per me importante affidarsi non solo ai principi, agli ideali o ai valori, ma anche agli uomini, all’altro in carne e ossa che mi è vicino, che mi interpella con la sola presenza.” (Luigi Ciotti)

Cari amici della Comunità di Casa Betania,
dopo 22 anni di attività di accoglienza, sentiamo il bisogno di parteciparvi la nostra fatica a rispondere ai bisogni che negli anni emergono e coinvolgono le tante donne/mamme che Casa Betania ha incontrato e che oggi vivono il nostro territorio …

In questo periodo storico in cui più forte si fa la richiesta di Papa Francesco:

“ …Vi esorto anche a continuare a farvi vicini alle famiglie ferite, che sono oggi tanto numerose, a motivo della mancanza di lavoro, della povertà, di un problema di salute, di un lutto, della preoccupazione causata da un bambino, dello squilibrio provocato da una lontananza o un’assenza, di un clima di violenza. Dobbiamo avere il coraggio di entrare in contatto con queste famiglie, in maniera discreta ma generosa, materialmente, umanamente o spiritualmente, in quelle circostanze dove esse si trovano vulnerabili …”

abbiamo pensato di mettervi a conoscenza delle domande reali che ci pervengono, perché, nella fantasia della carità e nella catena di mani, siamo fiduciosi che potremmo, con il vostro aiuto, fatto da nuovi suggerimenti o da pratici interventi, provare a soddisfare tali richieste …
Abbiamo avuto il dono di incontrare molte donne coraggiose che, dopo un periodo di sofferenza, hanno ritrovato la speranza, ma essere genitore oggi, sappiamo tutti, è molto complicato e lo è ancora di più se sei una donna sola!

“Spero di essere in grado di offrire a mio figlio il necessario. Ho sempre pensato che mio figlio, con la sua nascita, mi avesse portato fortuna.Ho trovato lavoro. Mi hanno aiutato persone italiane da quando è nato piuttosto che i miei connazionali o i miei parenti. Io con mio figlio parlo italiano.” (testimonianza di una donna/mamma che ha incontrato Casa Betania tratto dal libro “Radici in carca di terra”).

Di seguito alcune richieste di donne con figli, che devono esercitare da sole la funzione genitoriale e far fronte alla quotidianità, con l’attenzione di preservare il proprio lavoro, essendo l’unica fonte di sostentamento economico:

 •Accompagnamento di una bambina di 4 anni, a logopedia per due volte a settimana, mentre la mamma è al lavoro … (potrebbero essere anche due amiche casalinghe o ragazze universitarie)
•Riprendere a scuola – zona Pietro Maffi – una bambina di 5 anni tutti i pomeriggi fino al rientro della mamma dal lavoro per le ore 18,00 circa … (in questo caso potrebbero essere due famiglie che si danno una mano)
•Ripresa a scuola di una ragazzina di 11 anni, tutti i giorni alle ore 14,00 perché possa essere seguita nei compiti, nel tempo del lavoro della madre, fino alle ore 17,00 …(anche qui potrebbero essere anche due famiglie)
•Ripresa a scuola di una bambina di 5 anni, tutti i pomeriggi fino alle ore 19,30 e nella giornata del sabato, mentre la mamma svolge la sua attività lavorativa … (potrebbero essere due amiche oppure due famiglie)
•Un nucleo con tre figlie, non riesce a gestire l’accompagno e la ripresa delle due figlie (di 1 anno e di 10 anni) a scuola – zona Pietro Maffi – , tutte le mattine … (anche qui potrebbero alternarsi due persone amiche in seno a due famiglie con lo scopo di farsi prossime a tutto il nucleo che ha appena terminato il suo cammino in una casa famiglia)

Anche famiglie fragili e giovani donne sole potrebbero beneficiare del calore e della prossimità di altre famiglie …

 •… una famiglia molto dignitosa , con un figlio con disabilità, necessita di una rete amicale di famiglie che possa sostenerla nella quotidianità …
•… una giovane donna senza figli, ancora in casa famiglia, ha bisogno di una famiglia amica o di una rete di famiglie che le possa stare accanto fin da ora, perché possa intraprendere un percorso di piena autonomia una volta uscita dalla casa famiglia …

Nutriamo la speranza che ciascuno di voi possa diventare custode e testimone di una delle tanti situazioni proposte, perché possiate proporle ad altre persone sensibili, per alimentare possibili risposte di prossimità!

Se pensate che potete mettervi in gioco, in qualche modo, vi invitiamo a segnalarcelo per telefono (06.6145596 chiedendo di Marta) o per mail (marta.lucianelli@casabetania.org), così da poterci incontrare e capire insieme come sostenerci reciprocamente.
Tutte le persone e le famiglie che decideranno intraprendere questo cammino, non rimarranno sole, ma si interfacceranno con delle persone/tutor periodicamente e su necessità.

Può essere anche che in questo momento non siate nella possibilità di fare nulla, ma è necessario continuare ad affinare l’ascolto come ci sollecita don Enrico Feroci (Caritas di Roma):
“Commossi dalla misericordia! Ecco. Dio per primo si è mosso verso di noi per donarci la sua vita. Anche noi ci con-moviamo verso i nostri fratelli. Però, la missionarietà non è un partire, un muoverci, solamente. Prima ancora che partire è avere qualcosa dentro, avere un dolore grande, una pena continua perché l’altro sia libero, sia salvo, perché l’altro non perda la ricchezza di Dio. “Lo vide e ne ebbe compassione” dice Gesù del samaritano. Non posso più leggere il giornale, vivere la mia vita, camminare per la strada senza diventare go’el di quelle situazioni che vedo, di quelle notizie che ascolto, di quei dolori che gridano. L’essere buoni cristiani non è fare qualcosa di buono o essere brave persone, ma è questo tormento di salvezza per gli uomini amati da Dio. E’ essere con-mossi dalla Misericordia che abbiamo ricevuto.”

Grazie comunque per il tempo dedicato a questa lettura e per la vostra vicinanza!

Marta e la comunità di Casa Betania

www.coopaccoglienza.it

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