Gita a Nepi e Castel Sant’Elia

Gita a Nepi e Castel Sant’Elia

Sabato 29 aprile escursione a Nepi e Castel Sant’Elia

Il Comitato Torresina in collaborazione con la guida Roberto Giordano sta organizzando una Escursione a Nepi e Castel Sant’Elia.

L’appuntamento per i partecipanti è fissato alle 8,30 di sabato 29 aprile davanti l’edicola di viale Montanelli. 

I partecipanti dovranno essere automuniti per il viaggio. Sarà  prevista piena autonomia anche per il pranzo, che potrà essere al sacco, o in altri modi a scelta. Per chi vorrà, il CdQ interpellera’ eventuali ristoratori locali per chiedere un preventivo di spesa. Quanti vorranno pranzare al ristorante scelto dal Comitato, dovranno lasciare un acconto di €10 a persona. Le iscrizioni verranno prese al box uffici nei giorni di apertura (martedì e giovedì dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00). Per ulteriori info scrivere a comitatotorresina@gmail.com

 

Escursione a Nepi e Castel Sant’Elia

(scarica Pdf presentazione)

La nostra visita inizia dal borgo medievale di Castel Sant’Elia. La sua posizione su un pianoro tufaceo, difeso da profondi burroni, ha favorito nei secoli passati sicuri insediamenti, come attestano resti di tombe ipogee etrusche, alcune delle quali scavate nelle pareti strapiombanti sulla valle Suppentonia. Deve il suo nome all’antichissimo cenobio di Sant’Elia che ci rimanda agli asceti, antenati di San Benedetto e alla fondazione del monachesimo occidentale.

Da Castel Sant’Elia ci recheremo al vicino Santuario di Santa Maria ad Rupes. Fin dal VI – VII secolo il luogo che avrebbe ospitato l’attuale Santuario era frequentato da eremiti che seguivano la Regola di San Benedetto e che alloggiavano nelle varie grotte presenti lungo la rupe tufacea. In una di queste grotte, posta circa a metà altezza della rupe, era venerata un’antica immagine della Madonna. Alla fine del settecento un terziario francescano, frate Giuseppe Andrea Rodio, che conduceva vita eremitica nella zona, per facilitare l’accesso dal convento dei frati francescani di San Michele Arcangelo, situato nella parte superiore della rupe, al santuario di Maria Santissima ad Rupes, dove si trova la “Grotta Santa” scavò, in 14 anni di lavoro, una galleria con 144 gradini ricavati nel tufo. Le origini della “Grotta Santa”, lunga 15 metri, larga 9 e alta 4 metri, risalgono al VI secolo e in essa si venera l’immagine della Madonna, pregevole opera pittorica del XVI secolo.

Si riprendono le autovetture per scendere alla Basilica di Sant’Elia. Di leggendarie origini, sorgerebbe sulle rovine di un tempio di Diana e fu monastero benedettino dal VII secolo. La basilica fu ricostruita nell’XI secolo e restaurata nel XIX secolo. I numerosi pezzi di spoglio reimpiegati nell’edificio romanico sembrano riassumere e comprovare le notizie sulla lunga storia del luogo e del nucleo di culto. Tuttavia, la chiesa che oggi vediamo è un edificio romanico a tre navate illuminate da monofore e divise da colonne sormontate da capitelli di spoglio, ad eccezione dei due appoggiati alla controfacciata, che sono invece medioevali: sul destro si vede una sorta di processione di molte figure che si tengono per mano.

Dopo l’intervallo per pranzo visiteremo Nepi, iniziando dalla Cattedrale e dalla sua meravigliosa cripta. Nel paese gireremo per le antiche strade sino ad arrivare all’antichissima chiesa di San Biagio, realizzata su un precedente tempio romano.