
Tim Burton's The Nightmare Before Christmas
Oggi è il 31 ottobre e stanotte si festeggia Halloween. Chi di voi non ha mai sentito parlare della notte di Halloween? Premesso che saranno coinvolti anche i nostri amici pipistrelli, che oltre ad essere utilizzati nei film dei vampiri sono i migliori mangia zanzare che ci siano in circolazione, cechiamo di scoprire qualcosa di più sulla “Notte di Halloween”.
In queste ore il Vescovo di Torino ha parlato di un “Problema Halloween“, festa che per monsignor Cesare Nosiglia «non fa parte della nostra tradizione, che “usa” i giovanissimi, che è puro consumismo».
A proposito di consumismo, saremmo curiosi di sapere cosa pensa Sua Eminenza del fatto che sugli scaffali dei supermercati sono già arrivati i panettoni. Buona lettura.
(Dal sito italiano Halooweenight.it) Si tratta di una celebrazione molto radicata nella cultura americana ed in quella anglo-sassone in generale, ma da diversi anni a questa parte pure l’Italia ha accolto – a modo suo – questa preziosa occasione per dar libero sfogo alle più macabre e divertenti fantasie. Per certi versi, potremmo assimilare Halloween al nostro Carnevale, seppure orientato decisamente verso l’aspetto più oscuro, soprannaturale, della realtà. Ed è proprio per questo che i giovani e giovanissimi adorano tale festività, la quale offre tra l’altro un’ottima occasione per sfogare e trasformare in gioco tutte le paure più o meno coscienti che ribollono nelle profondità della mente.
Il termine Halloween deriva dal fatto che il 31 di ottobre è la vigilia di Ognissanti, ovvero il giorno in cui la tradizione cristiana celebra tutti i santi. Questa data, il 1° novembre, è denominata in inglese All Hallows’ Day.
Presso i popoli antichi, il giorno non incominciava allo scoccare della mezzanotte, bensì qualche ora prima, al tramonto. Ecco perchè, per esempio, si attribuisce tanta importanza alla vigilia di Natale: il 24 dicembre, infatti, non è solo il giorno prima, ma costituisce senza soluzione di continuità la prima parte del Natale stesso.
Ora, per analogia, la vigilia di Ognissanti è denominata All Hallow’ Eve (dove “eve” sta per “vigilia”), ma anche All Hallows’ Even (che costituisce il concetto di “vigilia” con quello di “sera”); è facile immaginare come quest’ultima definizione si sia contratta in Hallows’ Even, e da lì ad Halloween il passo è stato breve.
Le origini di questa festa risalgono all’epoca in cui le isole britanniche erano dominate dalla cultura celtica, prima che l’Europa cadesse sotto il dominio di Roma (festa di Samhain). L’anno nuovo, allora, cominciava con il 1° novembre, quando i lavori nei campi erano completamente conclusi, il raccolto era al sicuro, ed i contadini potevano finalmente rilassarsi e godersi i doni che gli dei avevano loro concesso. In tale data, quindi, tutte le divinità pagane venivano ricordate ed evocate a titolo di ringraziamento ed auspicio per l’anno entrante; le porte delle dimensioni ultraterrene erano considerate aperte, per quella notte, e tutti gli spiriti erano liberi di vagare sulla terra e di divertirsi insieme agli uomini.
L’aspetto di festa gioiosa, comunque, non dispiacque alla Chiesa, che in un certo qual modo si impadronì della ricorrenza per celebrare tutti i santi del cristianesimo: ecco allora nascere il nostro giorno di Ognissanti (che non a caso, ricordiamo, precede immediatamente il Giorno dei Morti, tanto per ribadire l’inscendibile legame che collega la dimensione terrena con quella ultraterrena, sia essa la sfera celeste o molto più genericamente l’aldilà). Da allora, l’antica Halloween è divenuta sinonimo di notte stregata, popolata da tutti gli spiriti maligni che la fantasia potesse immaginare.
Il più famoso spirito inquieto della notte di Halloween(o meglio, della sua leggenda è senz’altro quello di Jack, un fabbro irlandese, ubriacone e taccagno, che ebbe la sventura di incontrare il Diavolo in un pub, alcuni dicono nella notte di Halloween. (continua a leggere la storia di Jack O’Lantern sul sito Halloweenight.it)
Lo sviluppo di artefatti e simboli associati ad Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l’intaglio di jack-o’-lantern (tipiche zucche nelle quali si intagliano volti spaventosi) risale alla tradizione di intagliare delle rape e farne delle lanterne per ricordare le anime bloccate nel purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande – facilitando il lavoro di intaglio. La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, venendo associata specificatamente ad Halloween verso la seconda metà del Novecento.
Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror (come i romanzi Frankenstein e Dracula) e film classici dell’orrore (come Frankenstein e La mummia). Tra le primissime opere su Halloween si ritrovano quelle del poeta scozzese John Mayne che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween in “What fearfu’ pranks ensue!”, sia quanto di soprannaturale era associato con quella notte in “Bogies” (fantasmi), influenzando la poesia Halloween dello scrittore Robert Burns. Prevalgono anche elementi della stagione autunnale, come le zucche, le bucce del grano e gli spaventapasseri. Le case spesso sono decorate con questi simboli nel periodo di Halloween.
Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l’occulto o i mostri mitologici. Nero e arancione sono i colori tradizionali di questa festa. (Wikipedia)