Dalla rivoluzione del 908 alla restaurazione del 987

Dalla rivoluzione del 908 alla restaurazione del 987

La mattina di lunedì 22 settembre è partita la razionalizzazione delle linee Atac a Roma nord-ovest (per alcune linee, un po’ prima); annunciata come una “rivoluzione”, ha già prodotto le prime reazioni, uguali e contrarie: la gente è scesa in strada a Quartaccio per contestare la soppressione della linea 987.

Il neonato comitato “Quartaccio nel Cuore”(non ha nulla a che vedere col progetto di Cardioportezione di Torresina), ha organizzato il blocco di via Andersen in prossimità del capolinea del 916, con tanto di cassonetti rovesciati in mezzo alla strada: il traffico è stato deviato su via dei Monti della Capanna, il servizio di linea del 916 sospeso.

La LINEA 908 (circolare Grondona-Grondona), doveva essere unificata alla linea 987 e quest’ultima doveva essere soppressa, per offrire un unico collegamento al servizio delle zone Monte del Marmo e Quartaccio con corrispondenza in una fermata comune con la nuova linea 993 Cornelia-Ipogeo degli Ottavi (con alcune corse prolungate a Torresina per servire l´utenza scolastica).
 
Sul posto erano presenti una cinquantina di manifestanti, le forze dell’ordine, presidente e vice presidente della commissione mobilità, Stefania Portaro e Alessandro Ciattaglia oltre all’assessore ai lavori pubblici Alessio Cecera; una trattativa lunga ed estenuante, pare infatti che gli incontri tra i manifestanti ed i rappresentanti delle istituzioni fossero in corso già da alcuni giorni.

Alla fine della mattinata, arriva l’ok di Atac al ripristino parziale della linea 987; la linea si chiamerà 908, ma il tragitto viene modificato raccogliendo le indicazioni dei manifestanti (che poi erano le proposte già approvate in commissione mobilità ma che sarebbero diventate effettive tra qualche settimana, dopo il parere favorevole ddell’agenzia per la mobilità): gli insorti hanno vinto. La viabilità su via Andersen torna nel pomeriggio e con lei, le linee 916 e 908(Grondona-Quartaccio). 

Che ognuno faccia le proprie riflessioni, noi, in attesa delle dichiarazioni ufficiali di Portaro e Ciattaglia, vi lasciamo alle considerazioni dell’assessore Cecera e di una cittadina molto attiva di Quartaccio, Maria Claudia Dongu. 

Per il primo, “La cultura della strada, come la intendeva Valerio Marchi, e’ quella che ci ha spinto oggi ad affrontare la difficile situazione al Quartaccio. Abbiamo dialogato e raccolto le istanze dei cittadini svolgendo il ruolo di mediatori con l’agenzia alla Mobilita’ affinche’ anticipasssero le modifiche che gia’ avevamo avanzato come Municipio al piano di ristrutturazione del trasporto pubblico. Con loro eravamo li’ a metterci la faccia e a trovare soluzioni. Che poi abbiamo trovato e di cui siamo orgogliosi.”

Per la seconda, “C’è stato un grande lavoro di squadra in una situazione molto delicata,  le persone indicate assessori consiglieri polizia  hanno saputo gestire con grande spirito di mediazione tutta la situazione. E’ stata una giornata pesante oggi ho vissuto momenti di ansia ho sofferto nel vedere persone disperate e pronte a tutto pur di ottenere quello che richiedevano e cioè il diritto di continuare ad avere una linea Atac che non li isolasse dal resto del mondo. Ho sofferto per tutti i partecipanti; tutti penseranno e lo abbiamo pensato tutti: “Non si fa così, non si blocca tutta una strada, non si crea disagio al prossimo, ma pensiamo anche quanto disagio avrebbero avuto se non avessero fatto questo? Oltre a tutte le altre problematiche che si hanno. Ripeto non condivido la modalità della manifestazione,  non fa parte della mia natura e non credo che questo modo di protestare possa essere un modo efficace di presentare e risolvere le problematiche  ma trovo legittima la causa.”